Sinopie

‘L’età bianca’ di Alessandro Moscè, recensione

‘L’età bianca’ (Avagliano Editore) di Alessandro Moscè

Recensione di Claudio Cesaroni

Amore, Destino, Memoria, Mito, Morte e Tempo: sono questi gli archetipi che sottendono il discorso emotivo, rappresentandone anche i nuclei di riflessione, che si articola nel romanzo “L’età bianca” di Alessandro Moscè, Avagliano Editore, Roma 2016.
L’autore riesce, mantenendo mirabilmente l’equilibrio tra autobiografia, saggio e romanzo, a strutturare i rapporti tra questi archetipi facendo risuonare sempre una nota elegiaca.
L’Amore che non può non essere destino, memoria, mito, morte e tempo, è il capo del filo che tesse la trama narrativa ed il punto centrale dell’ordito emotivo che dà respiro vitale a quella trama.

Tutto comincia dalla correlazione tra due degli archetipi sopra enunciati, la Memoria e l’Amore: Alessandro, l’autore-protagonista, ricorda Elena, o meglio quello che non visse con lei e che non le disse, ed è in questo vuoto che gonfia dolorosamente il cuore e che tormenta la memoria con il rimpianto, che il tempo, un altro degli archetipi, il tempo della vita del protagonista si sospende; in questa specie di incantesimo, dove la vita non scorre più, l’autore rinviene le condizioni più adatte per la nascita del Mito: mito nel senso etimologico, cioè racconto.

Continua a leggere →

Posted in Sinopie | Tagged , , | Leave a comment

Novilunio di Tiziano Broggiato

Tiziano Broggiato, NOVILUNIO (LietoColle)

Perfezionamento del destino. Batte nelle tempie questa espressione contenuta nella poesia Autoritratto, pubblicata in Preparazione alla pioggia, penultimo libro di Tiziano Broggiato: “ma confido tuttora nel perfezionamento/del destino […]”. Questo passaggio, giustamente rilevato da Daniele Piccini in una sua recensione, con Novilunio, ultima opera di poesia dell’autore vicentino, sembra confermarsi centrale, esattamente nel punto di irradiazione della sua poetica. Del resto stiamo parlando di un tema archetipico, consustanziale alla poesia di ogni tempo, risalendo fino alle origini, a Omero, passando attraverso l’indagine filosofica che ha tormentato e appassionato i più grandi pensatori, tra libertà e determinismo, dalla predestinazione, nelle sue varianti con Sant’Agostino e San Tommaso, alla libertà del volere di Alessandro di Afrodisia, al libero arbitrio, da Pelagio in poi.

Continua a leggere →

Posted in Sinopie | Tagged , , | Leave a comment

Recensione de “Il mio cane del Klondike” di Romana Petri

Di Claudio Cesaroni

Cosa significa vivere buona parte della propria vita con un cuore “doppio”, con una duplice configurazione sentimentale della propria personalità: l’una canina e l’altra umana?

Lo racconta con un originale spunto narrativo nel suo romanzo “Il mio cane del Klondike”, Romana Petri, Neri Pozza Editore, 2017.

L’autrice compie, prima di tutto, un coraggioso affrancamento da tutta una serie di sottogeneri letterari deteriori: l’autobiografismo consunto che narra delle pretese, ed inautentiche, emozioni che un padrone trae dall’osservazione del proprio cane, il romanzo-manuale che antropomorfizza impropriamente il cane rendendolo una caricatura dell’uomo o il logoro modulo del romanzo fantastico che postula una figura di cane magico ed incantato che, però, ne offusca l’aura di animale mitico.

Nulla di tutto questo nel romanzo di Romana Petri: vi è, al contrario, una sperimentazione narrativa tutta nuova, quella che ci descrive l’impianto, metaforico, di un cuore di cane accanto ad un cuore umano; questo è l’unico, alto, rimando alla migliore tradizione letteraria: il “Cuore di cane” di Bulgakov.

Continua a leggere →

Posted in Sinopie | Tagged , | Leave a comment

La strada di Elena di Maria Profeta, recensione

E le leggi potevano essere infrante?

(Maria Profeta, La strada di Elena)

Esiste qualcosa, in ciascuno di noi, che ad un certo punto della vita ci induce a compiere scelte che mai avremmo contemplato; esiste qualcosa che improvvisamente investe le nostre vite con tutta la potenza di un’annunciazione, come se una forza sopita, fino a quel momento dormiente, di colpo si risvegliasse con l’urgenza di chi interroga il proprio specchio per sapere come mettere insieme in un’immagine coerente i pezzi della propria vita, per rintracciare la trama di fondo della propria storia. Secondo il Mito di Er narrato da Platone e secondo James Hillman questa “chiamata”, questo grido violentissimo e insopprimibile è la voce del “daimon” (il demone assegnato a ciascuno di noi come compagno o spirito guida prima della nascita). Questa voce, presente in tutte le culture, è la parte immortale che abita l’uomo: per gli ebrei questo stesso soffio prende il nome di Malak’ (messaggero alato), per i cristiani è il sussurro dell’Angelo custode… fatto sta che “La strada di Elena” ha come protagonista questa voce ancestrale, che ci spinge ad agire in un modo che spesso non capiamo poiché non risponde alle leggi di questo mondo. La strada di Elena passa proprio per quell’immagine criptata, per quella via dello specchio che descrive la sconosciuta che abita in noi, il suo grido devastante, la sua insalvaguardabile bellezza. “Ma perché non dipingi un paesaggio, non pensi che sopra al divano starebbe meglio al posto di quel quadro…“

L’immagine corporea che vedevano di noi giorno dopo giorno viene infranta, il velo del tempio con le sue leggi troppo umane squarciato. Per questa strada non esistono scale di valore morale, avvocati del visibile e ciò che un tempo poteva essere giusto e santo, improvvisamente si rovescia, ciò che un tempo illuminava le nostre stanze più segrete piomba nella tenebra più fitta, invalicabile. Questo libro ha per argomento quell’oscurità e la consapevolezza che in quell’oscurità e in quel Mistero inizia il più audace viaggio:

“Misi i piedi nell’acqua. Bagnai una mano e la passai sul viso e sul collo. Un’inaspettata sensazione di libertà mi invase… alzai gli occhi verso quella enorme quantità d’acqua che sapeva di utero materno, dove la mia storia era cominciata…”

 Martina Luce Piermarini

Posted in Sinopie | Tagged , , | Leave a comment

Lo scialle rosso di Luigi Fontanella, recensione

Luigi Fontanella, Lo scialle rosso. Poemetti e racconti in versi, Moretti & Vitali, Bergamo 2017, pp. 83, 12 €

Non è così frequente che un titolo riesca a catturare i motivi di fondo di un intero progetto di scrittura, e giunga a farsene simbolo come questo scialle rosso nel suo rinviare a quanto è caro e insieme transitorio, a una temperatura dell’anima sottoposta alle ingiurie dell’imprevisto – il mondo stesso nella sua inafferrabile mutevolezza – a un presente, infine, che è già passato e già il passato fuggevolmente illumina. La bella stoffa scarlatta che vola via in un giorno di vento, mentre il poeta con la sua compagna attraversano un ponte della corrusca città di Ottawa, e gli amici poeti si muovono come smarrite ombre questo comincia a dirci, mentre depone sulla pagina una tonalità onirica che ne increspa la confidente colloquialità. Ma è un’inquietudine che va accolta, non fuggita, e assunta nella sua radice destinale che contiene al suo interno il sorriso dell’esserci. L’amore, l’amicizia, il chiaroscuro presente sono lì, a un passo dalla memoria, e configurano lo spazio mentale di questa poesia.

Continua a leggere →

Posted in Sinopie | Tagged , , | Leave a comment

Sinestesie dell’io, recensione

di Rossella Frollà
Sinestesie dell’io
di Daniela Cecchini
La Caravella Editrice, 2016

«Notturna quiete» nell’«accidentato percorso/dell’universo», «Un dedalo di implosioni/dilanianti,/ma necessarie/per sperare nella luce». Questa è la «Casa senza finestre», lo spazio senza limiti che accoglie l’aria di festa e la lieve melodia rotta dallo sconforto. Anche quando sembra inutile sperare e senza piacere, come svampita e dissolta in un’aura, appare la parola che ha già consumato il passato e, nel riferire furtivi sorrisi, stringe la nostalgia di un’immagine in corsa. Come sempre incauto l’eco dei ricordi chiama una gioia improvvisa ma anche una prospettiva nebulosa, una danza esistenziale che riproduce le sinestesie giovanili. Da questa poetica si attingono la freschezza, il suono tenero dell’Amore che si ricompone in ogni cosa e si fa voce di qualche cosa d’altro nell’anima della parola. Ogni tempo è avventore trasparente che consuma attesa e desiderio, sempre più in fretta morde il quotidiano che dalla culla scorrazza libero. E nel buio più buio del vivere la vita si annuncia come un romanzo narrato. «Non c’è via di fuga» se non  il «Viso della luna», non vi è compagna migliore alle risonanze dell’io e del mondo.

Continua a leggere →

Posted in Sinopie | Tagged , , | Leave a comment