Bergoglio, la religione, il terrorismo

Umberto Piersanti

Secondo Bergoglio tutti gli atti terroristici derivano da una questione “soldi”. Ma i due terroristi islamici che hanno sgozzato quel tenace e mite prete sull’altare cercavano forse dei soldi? E dove l’avrebbero potuti trovare, magari nella cassetta delle offerte?

Bergoglio sostiene che la religione non ha a che fare con nessun tipo di violenza: dovremmo ricordargli le persecuzioni pagane dei cristiani contraccambiate da questi non appena hanno preso il potere? E le terribili guerre di religione tra protestanti e cattolici certamente intrecciate di motivi politici territoriali ed economici, ma delle quali la religione aveva certamente un peso? E le guerre degli aztechi non erano forse dovute alla necessità di procurarsi un’alta quantità di prigionieri da sacrificare agli dei perché il sole tornasse a sorgere? La tolleranza verso le opinioni altrui verso tesi e concezioni del mondo diverse, sono un frutto di un pensiero laico, dall’umanesimo all’illuminismo. Certo questo pensiero laico si è sviluppato all’interno di una civiltà cristiana anche attraverso una precisa contrapposizione. Nell’Islam non c’è stato nessun illuminismo, nessuna tradizione laica: inoltre non bisogna dimenticare che Maometto, a differenza di Gesù, è un profeta con la spada e fin dall’inizio l’espansione dell’Islam deve molto alla spada.

Bergoglio sembra ragionare come un vetero-marxista quando fa dell’economia l’unica molla della storia: lo sterminio degli ebrei da parte del nazismo era forse dovuto principalmente a una questione economica? O è stata l’ideologia di una razza superiore a questo abominio?

Premesso che non tutto l’Islam è fatto da fanatici e assassini, che bisogna dialogare con i cosiddetti moderati, non avere il coraggio di pronunciare la parola islamico o islamista a proposito di terrorista è una mancanza di coraggio che accomuna molti, da Bergoglio a Renzi. Il Papa non è nuovo a uscite sconcertanti: la più grave è stata quella a proposito della strage di Charlie Hebdo quando disse che se uno offende mia madre io allora gli do un pugno. Il pugno in questo caso era il kalashnikov e la frase di Bergoglio suonava in qualche modo giustificativa. Credo che in questo il Papa dovrebbe fare pubblica ammenda, anche perché ben presto si è visto che le vignette satiriche non erano certo elemento di fondo dal quale scaturiva la follia omicida dei jihadisti.

Ancora due parole sull’integrazione: ogni estremismo legaiolo va respinto, ma non si può sottovalutare il problema che Oriana Fallaci, seppur esasperandolo in modo totale, aveva intravisto. Non sarà semplice fare in modo che i pakistani non sposino le figlie di 10 anni a settantenni e oltre, non sarà semplice convincere gli emigranti che uomini e donne hanno gli stessi diritti e che quest’ultime possano girare con abiti succinti senza essere molestate o violentate, come è successo a Colonia. Dire che il terrorismo ha una matrice islamista, ricordare che in quasi nessun paese islamico esista libertà religiosa e di opinione, ricordare come molti sermoni degli Iman finiscano con l’invocazione ‘morte all’America’, non significa essere quietamente reazionari o sprofondare in pericolose ideologie populiste. Bisogna inoltre contrastare il tentativo di risolvere il tutto con i problemi psichiatrici dei kamikaze. Anche molti ufficiali delle SS presentavano probabilmente dei problemi psichiatrici. Il fatto è che tutti questi criminali l’Isis hanno un grande ombrello di tipo religioso, sia pure di una religione molle, esasperata e contorta. Perché non abbiamo un terrorismo diffuso di tipo induista o buddista? È necessario guardare bene in faccia la realtà senza nascondersi dietro a un buonismo di maniera che alla lunga fa il gioco dei peggiori populisti.

Umberto Piersanti

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