Poesie di Antonio Malagrida

Maggio, ti guardavo quando al tramonto
camminavi sul viale; ti facevi conseguenza.
Entravi uscivi da un foulard, né lontana né vicina.
Concedevi il volto lentamente, intorno separavi sfumature.

L’amore non si cerca l’amore non si chiede l’amore non si fa.
L’amore cade addosso. E sta.

*

Mi rimani sulla pelle come il tempo.
Mentre ti abbatti sulla scena come un falco
mi viene da sfilare ogni quinta dietro al palco:
farne seta, laccio di colore, firmamento.

Sono felice quando scavalchi il mondo.

*

Tra la copiosa neve che aspetti
sarò clandestino nella tua canzone.

La stessa che sillabavi piano quando, muovendo
dal mare calmo d’Agosto, cantavi sbuffando la sabbia
col piede, gradualmente stonata.
Sollevata dal tempo come piuma. Come volto fuori stagione.

*

Quel giorno che finiva l’inverno
Tra l’erba nuova e diffidente su in collina
lanciavo con forza dei sassi più in là. Ridevo.

Tu giravi lo sguardo fuori, indicavi il mare
e tornando indietro dicevi piano una parola, due, tre.
Chiedevamo nient’altro che il vento.

*


Avresti potuto calciare in aria, calpestare il suolo
diseducare un gesto, scomporre mani e braccia al cielo
Mi aspettavo liberassi almeno un verso strano
di conquista o che so io, di abbandono!

Ed invece il volto s’accigliava, si rigava di paura
Sembrava avessi fretta, quasi smantellavi.

E chi lo avrebbe detto che mi amavi?

*

Giuravi non cambierò opinione, occhiali, atteggiamento.
Colpa della luna- adesso dici- e tiri via.
Poi la piazza traboccante come il gelato, mani e bocca dentro al cielo.
C’è chi indica in là, chi punta la stella, chi urla sbraccia e fatica
quando s’apre il passo tra la folla.
M’allontano.
Qui, tra i profili del mare, c’è sempre tanta, troppa notte da raccontare.
Cammino.
Giuro a me stesso che tu non mi manchi, che domani è già meglio
sto bene, penso, rido come un giullare, provo la voce, canto
poi ribollisco, dico non m’importa, salto sull’ombra come un burattino.

Pinocchio dentro al fuoco, così aspetto il mattino.

*

Questa mattina, saranno state le sette e cinquanta
fuori la rotonda, quella con lo sponsor delle calzature
ho incrociato dopo mesi il tuo volto dal retrovisore.
Chiudevi la tua luce con un grande occhiale scuro
il bavero sul collo, quel cappotto nero.
Eri bella come sempre. E muta.
Senza un vero motivo.

*

Ma non senti il profumo dei tigli?

Tra la ruggine e il ferro ci può stare che il muro
dove gira la via, il tacco che sballa sui sampietrini
le volte a crociera sopra questi archi, siano proprio così
nulla di più di quello che c’è.

L’attimo che ti lascia a ciò che accade, quando il necessario non fa male.
Quando fuori le mura è tardi, quando sopra i capelli è notte
quando i fischi di Carlo e Giuseppe sfidano il segno della luna
fino in fondo. Fino a primavera.

E non ci importa se non è vero niente.

*

Sarà il temporale a darci il segnale?
Certo un giorno capiremo, prima o poi
Che anche la pioggia fa parte del mestiere.

Le tapparelle abbassate, il vento a folate, il fischio e l’impatto.
L’acqua che spinge da sopra, che filtra a poco a poco
leggera come mai sulle ossa ferme, tra la carne vana.

Come certi pensieri di novembre, Il buio che resta dopo il tuono.

 

Antonio Malagrida. Nato a Macerata il 20-8-1961, laureato in Lettere e Filosofia, docente di Lettere negli istituti superiori, ha pubblicato: Sprazzi e impressioni, ed. Est, Ancona 1995, A chi è ancora vivo, ed. Amadeus, Cittadella 1997, Oltre, ed. L’albatro, S. Elpidio a Mare 2002, La tenda dello zingaro (libro + cd) ed. Pequod Ancona 2007. Autore di testi per canzoni, ha realizzato con Bip Gismondi, vincitore del festival della canzone d’autore di Recanati-Musicultura-1996, il cd Un uomo, prodotto e distribuito dalla Identity records. La raccolta Oltre è stata musicata e prodotta in Cd dal gruppo Multiverse (Basilea)

This entry was posted in Autori Poesia, Giardino d'Inverno. Bookmark the permalink.

Una risposta a Poesie di Antonio Malagrida

  1. chiara says:

    L’amore non si cerca l’amore non si chiede l’amore non si fa. L’amore cade addosso. Questo verso racchiude la vera essenza dell’amore, perché l’amore corre all’impazzata, ti prende all’improvviso e ti colpisce diritto al cuore quando meno te lo aspetti. La società odierna in qualche modo ci spinge a “cercarlo”, ma l’amore non si cerca, l’amore lo trovi nei piccoli gesti delle persone, lo trovi in una mamma che abbraccia il figlio, in un ragazzo che aiuta un anziano, l’amore viene da sé, e semplicemente cade addosso!

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>