Poesie inedite di Eliza Macadan

Pubblichiamo alcune poesie inedite di Eliza Macadan.

 

Eliza Macadan

stai sulle mie mani e
nessun altra passione mi brucia
sei una nuvola
ed io orecchio alle profezie
impossibili da dire scrivere
o ricordare

***

scende di nuovo
un buio presto
e si mangia adagio
l’ultimo bocconcino
del giorno
sento nel dito il dolore
una puntura di ferri
di un inverno smarrito
nel fondo degli anni
il villaggio appena un ricordo
di nonna o vecchia
senza occhiali
lavora in fretta come
se fosse una gara
arrivare all’ultima maglia
del calzino di lana
ieri ne ho comprato
un paio da una contadina
nel cortile della cattedrale
e vedevo il suo caseggiato
bruciato dalle sigarette
che fumo ogni giorno
sono scesa di corsa
sulle scale sorte dalla terra mischiata
tra i preti che andavano alla mensa

***

scivola il paesaggio
spacca il faro
sinistro ghiaccio
del mio cuore non scioglie
i nodi
della caduta i primordi
ripetono
la luce ad infinitum
i peccati li voglio tutti
solo per me
Tu libera le energie
inciampate a monte scegli
con cura l’obiettivo
e lasciati scelto dalla prima
mano tesa in fuga
la luce è uno stato di
confine dove una voglia
estranea ti fa rimanere
di troppo il nemico
con te

***

è piena la luna stasera
tu sei così vicino
le gocce sulla ringhiera del
mio balcone suonano
kurtág solo per me
torno in cucina
mi inginocchio scrivo e prego
è piena la vita ma
sarebbe stato lo stesso
per noi
anche un secolo fa

***

i miei incubi
sono dei lunedì
sopra Hiroshima
quando trema la terra
di notte so che Dio
mi dondola senza di te

nei cortili dei monasteri
colgo misteri soffoco desideri
fioriscono litanie ovunque
dal cielo una luna diurna
scivola piano nel dunque
di un verso terre ignote
con tanta vita quanta morte
crescono ali ai cavalli dell’infanzia
ma non trovo più la sella per cavalcare
gli anni

lasciami qui troverò nomi
nuovi agli arcangeli
preparerò un esercito
in preghiera aspetterò l’apertura
della frontiera

***

preghiere si alzano
dalla piazza insieme al fumo
della carne dei futuri
santi
rimangono in lizza le tre caste
c’è da dare in serbo al popolo
la barbarie cavalca due-tre epoche
fino allo schermo del mio iphone
ora senza razze sessi o religioni
stiamo in attesa dell’ultimo giro
di dadi

***

hai aperto il teatro
solo per me l’argento
dei tuoi capelli si fondeva
nella mia collana
due paia di occhi blu-verdi
si aprivano nel cielo

 

Eliza Macadan (n. 1967) vive a Bucarest e scrive in romeno, francese e soprattutto in italiano. Le sue raccolte di poesia hanno ricevuto vari riconoscimenti in Romania, Francia e Italia (Premio Léon Gabriel Gros 2014 per “Au Nord de la Parole” e “Anestesia delle nevi” finalista dei premi Camaiore e Fabriano 2015 sono i più recenti). Le raccolte italiane sono: “Frammenti di spazio austero” (2001, 2018), “Paradiso riassunto” (2012), “Il cane borghese” (2013), “Anestesia delle nevi” (2015), “Passi passati” (2016), “Pioggia lontano” (2017), “Zamalek, solo andata” (2018).

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Una risposta a Poesie inedite di Eliza Macadan

  1. Marco Ciaurrro says:

    Belle per intensità e lavorio sul versante nudo del senso per schiudere un immaginario che apra all’immagine spurgata dall’icona, per offrire un senso del pensiero anziché biografia dell’esistenza siamo in presenza di una grafia dell’essenza, dell’interiorità dell’.

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