Tra natura e cura. Il sogno di Ferruccio Giovanetti

Tra natura e cura. Il sogno di Ferruccio Giovanetti

Il Montefeltro, affascinante regione storica dell’Appennino centrale racchiusa nell’entroterra di Pesaro e Urbino, non è un semplice sfondo, ma la cornice ideale in cui si inserisce la biografia di Ferruccio Giovanetti. Fondatore del Gruppo Atena, Giovanetti è oggi uno degli imprenditori italiani più autorevoli e rappresentativi nel settore del sociale e della salute mentale.

Il paesaggio di questa terra è un mosaico suggestivo di colline, fitti boschi e valli fluviali che si alternano a spettacolari speroni di roccia calcarea. Questa stessa natura diventa protagonista nel libro Tra natura e cura. Il sogno di Ferruccio Giovanetti, edito da Marsilio e firmato dal poeta urbinate Umberto Piersanti, celebre “cantore delle Cesane”. A legare profondamente lo scrittore e l’imprenditore è proprio il viscerale amore per la loro terra d’origine: un territorio unico dove la bellezza della natura e il patrimonio dell’arte si fondono in un solo, grande paesaggio dell’anima.

Nato a Monte Grimano Terme, nell’alto Montefeltro, un borgo immerso nel verde e ricco di storia, Giovanetti sviluppa fin da subito un profondo legame con la bellezza e l’asprezza della vita contadina. Come scrive Piersanti: “La campagna non è mai un idillio, è un luogo di lavoro, di fatica e di sofferenza: la vita non è mai un idillio”. Eppure, quell’esistenza nei campi, per quanto dura, rimarrà per lui una fonte di nutrimento interiore per tutta la vita.

Dopo gli anni difficili trascorsi nelle gelide camerate dei seminari, prima a Pennabilli e poi a Rimini, sulla collina di Covignano, dove ha l’occasione di frequentare don Oreste Benzi, il “prete dalla tonaca lisa” fondatore della Comunità Papa Giovanni XXIII, Giovanetti inizia a interessarsi molto presto alla politica. Entrato come cronista a Radio Rimini, si avvicinerà progressivamente al Partito Comunista Italiano.

A questo punto la narrazione si stringe attorno a pagine intense e cruciali per la storia del PCI, diviso tra il confronto serrato con le forze extraparlamentari e la necessità di un profondo rinnovamento ideologico. Piersanti dimostra una straordinaria capacità di allargare l’orizzonte partendo dal particolare: attraverso le vicende del protagonista, divenuto nel tempo funzionario di partito per la sanità, lo scrittore illumina i mutamenti e le lacerazioni vissute dai comunisti italiani nei difficili anni del terrorismo, fino al tragico assassinio di Aldo Moro. Seguirà la caduta del muro di Berlino, che segnerà la storica svolta della Bolognina verso la nascita del PDS e la parallela fondazione di Rifondazione Comunista, alla quale aderirà anche lo scrittore urbinate Paolo Volponi.

Alla formazione professionale e umana di Ferruccio Giovanetti contribuiscono in questi anni personalità di notevole rilievo. Tra queste Tonino Guerra, poeta profondamente legato al paesaggio umano e geografico della sua terra, che scelse di vivere a Pennabilli

In veste di dirigente dell’ASL di Riccione e Cattolica, Giovanetti conobbe Vincenzo Muccioli. Come ricorda Piersanti, Muccioli era una figura a metà tra l’operatore sanitario e il santone, nota per utilizzare il lavoro nei campi come terapia di recupero per i tossicodipendenti. Pur ammirando l’opera svolta a San Patrignano, Giovanetti non ne condivise mai i metodi coercitivi.”

Nel 1992, conclusa l’esperienza come funzionario politico, altre figure illuminate attraversano la sua vita, spingendolo ad applicare le proprie competenze nel settore sociosanitario. A guidarlo sono una profonda vocazione e un eccellente intuito imprenditoriale: d’altronde, la consapevolezza della meta è la condizione essenziale per compiere il primo passo.

Intercettato il bisogno del territorio, Giovanetti inaugura a Misano Adriatico il suo primo centro per anziani. Successivamente ne apre un secondo, più ampio, a San Marino: Villa Oasi, destinata non solo alla terza età, ma anche a persone con disagi psichici. Si tratta di una necessità divenuta impellente a seguito della Legge Basaglia del 1978, che aveva decretato la chiusura dei manicomi.

Da quel primo nucleo si sviluppano le numerose altre strutture del Gruppo Atena, oggi capillarmente distribuite nel Montefeltro tra Monte Grimano, Monte Cerignone e Macerata Feltria. In questi borghi antichi, adagiati tra colli e vallate, il fascino e l’armonia del paesaggio diventano parte integrante del percorso di recupero psicologico e sociale dei pazienti. Nella filosofia di Giovanetti sembra così risuonare la celebre massima di Fëdor Dostoevskij nel romanzo L’idiota: “La bellezza salverà il mondo”. Lungi dall’essere un semplice slogan ottimista o estetico, nel testo dostoevskijano la frase assume un significato enigmatico, strettamente legato alla sofferenza e all’etica. Ed è proprio in questa chiave che la interpreta l’imprenditore, capace di elevare la cura a forma d’arte.

Il volume esamina le singole strutture nate da questa visione, come la Serenity a Macerata Feltria: una REMS privata, convenzionata con la Regione Marche, dedita all’accoglienza di giovani pazienti psichiatrici, che si sono macchiati di delitti, provenienti da tutta Italia.

L’espressione più compiuta di questa simbiosi con l’ambiente resta tuttavia il Mulino Giovanetti. Un tempo proprietà della sua famiglia, la struttura corona il sogno di una vita d’altri tempi, dove, osserva Piersanti, la relazione quotidiana con la flora e la fauna era l’elemento cardine dell’esistenza.

Il Gruppo Atena è divenuto oggi una delle realtà economiche più importanti del Montefeltro, capace di dare lavoro a molte persone senza costringerle ad abbandonare la propria terra. Perché amare una regione significa, prima di tutto, operare al suo interno: una lezione che unisce l’imprenditore al poeta urbinate, il cui rapporto con il territorio è così profondo da divenire l’asse portante della sua stessa Weltanschauung.

Tra le molte attività a favore del territorio, il nostro montegrinese, assieme all’amico, di lunga data Giorgio Londei, ha dato vita all’associazione Urbino capoluogo, un’importante realtà che svolge moltissime attività di promozione culturale e sviluppo.

Nel 2017 a Sassocorvaro gli viene assegnato il prestigioso Premio Rotondi per la sezione “Salvaguardia”, proprio per aver recuperato l’antico mulino ad acqua dei nonni e averlo trasformato in una splendida struttura ricettiva e culturale. Il premio, istituito per iniziativa di Salvatore Giannella nasce per ricordare la figura di Pasquale Rotondi. L’allora soprintendente alle Gallerie delle Marche, tra il 1939 e il 1943, coordinò l’operazione segreta “Salvataggio”, che mise in salvo dai bombardamenti e dalle razzie naziste circa diecimila capolavori dell’arte italiana, custodendoli proprio nella Rocca Ubaldinesca di Sassocorvaro, la fortezza circolare ideata dall’architetto senese Francesco di Giorgio Martini.

Il racconto biografico Tra natura e cura, nato dalle lunghe e intense conversazioni tra Piersanti e Giovanetti, delinea così il profilo esemplare di una personalità straordinaria. Una figura capace di coniugare le più profonde istanze sociali in ambito sanitario con l’attività imprenditoriale privata, per poi restituire al territorio, sotto forma di iniziative culturali e salvaguardia delle tradizioni, quanto ricevuto dal successo professionale.

In queste pagine, Umberto Piersanti con il suo stile diretto e carnale, testimonia ancora una volta il suo profondo amore per la civiltà contadina d’un tempo. Al contempo, consacra la bellezza naturalistica e artistica della sua terra, trasformando ogni borgo e ogni pieve in un luogo dell’anima in cui natura, memoria e cura si fondono mirabilmente.

                                                                                              Raffaella Bettiol

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