Poesie di Emanuela Capodarco vincitrici del premio Arcipelago Itaca

(Foto Pixabay)

ll premio Arcipelago Itaca, ideato dall’editore Danilo Mandolini, è uno dei premi editoriali di poesia tra i più importanti nel panorama nazionale.

La giuria della VII edizione (2021), composta da Alessio Alessandrini, Mauro Barbetti, Manuel Cohen, Danilo Mandolini, Renata Morresi e Paolo Steffan, ha individuato sei vincitori all’interno di una rosa di finalisti, per la Sezione A (Sillogi brevi): Adele Bardazzi, Emanuela Capodarco, Alessandra Corbetta, Emanuele D’Ambrosio, Fernando Della Posta e Nadia Scappini.

Pubblichiamo alcune poesie di Emanuela Capodarco.

A Jole

Discutevamo sole
sulla poltrona gialla anni sessanta
nox est perpetua una dormienda*
splendeva la tua voce

e lungo la stradina a sole alto
raccoglievamo fichi
per strane marmellate

ma quando ritornavi a mani piene
dalla città giuliana
io ti correvo incontro col mio inverno

finché non incrociavo le falangi
con le tue dita lisce, Jole
lo vedi com’è facile incontrandosi
rinchiudere il dolore?

2 dicembre 2018/29 aprile 2019

*Nota: Carme 5, Catullo:” Il nostro destino è dormire una sola notte infinita”

Mia nonna era impaziente
di maglie all’uncinetto
e candidi merletti
i capelli costretti
nell’unica crocchia

restavo accoccolata
in quella piega oscura
di vedova da sempre

la legavamo stretta
con lacci da bambino
al palo di quei giochi
remissiva e felice
contava fino a cento

Anna si arrende il tempo
tra poco ti raggiunge
la freccia degli indiani

6 giugno 2019

Osservando I saltimbanchi di Picasso

Abbiamo vestiti di Carnevale
li teniamo nel guardaroba, pronti
di solito quello preferito
è Arlecchino, le scarpe sono nere
ma un tempo era la fatina
questo prima che comprassimo
il vestito di Arlecchino.

Sono conservati in custodie di plastica
con la cerniera di lato
e l’appendino in alto
a forma di uncino
per restare aggrappati all’asta
e non tentare il decollo
verso il cielo rosa
una volta per sempre.

Siamo tutti a rischio vita
quella che potremmo avere
fuori dalla custodia
io la fata, tu l’uomo a scacchi
non ti deluderò
dicono i fiori assopiti.

Tutto questo dopo il Carnevale
e niente sarà lo stesso
io la custodia tu l’appendino
al cambio di stagione.


Emanuela Capodarco
1/06/2018 h.17:39

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