Scritture brevi: intervista a Francesca Chiusaroli

SCRITTURE BREVI, IL MEZZO E IL FINE

Di Antonio Prenna

La scrittura, quale strumento per comunicare informazioni, ha bisogno per sua natura di un mezzo materiale attraverso il quale veicolare le informazioni stesse. Che sia una tavoletta cerata, un rotolo di papiro, il mio nuovo iPhone, il rigo nella chat, ogni mezzo e ogni contesto interferiscono, e modificano le consuetudini scrittorie nelle varie epoche storiche e, al contempo, contribuiscono a modificare le lingue.

Questa la dichiarazione di intenti del progetto Scritture Brevi che, su iniziativa di due docenti di Linguistica e di Ingegneria Informatica, indaga sull’incidenza, le proprietà, le suggestioni della scrittura, quando sussiste l’esigenza di salvaguardare la migliore comprensibilità del messaggio, entro i confini dell’economia e della ridondanza.
Un progetto interdisciplinare che si gioverà dei contributi di esperti di informatica, linguisti, manager d’azienda, paleografi, diplomatisti ed epigrafisti, specialisti di lingue antiche e moderne, di scritture settoriali e di sistemi grafici di ogni tempo, come leggo sul blog curato da Francesca Chiusaroli e Fabio Zanzotto, i due “famigerati” docenti.

Quindi il mezzo e il fine. Ne parlo con Francesca, “conosciuta” su Twitter.

Che cosa hai trovato finora? Quanto “rumore di fondo” c’è nel Gran Ventre dei social network?

Sono ancora nella fase di massima inclusione: aggregazione, collezione, ritaglio e riscrittura. Rumore ce n’è molto ma anche molti dati; il rumore per ora lo accolgo come componente portante del mezzo (e quindi del fine).

La ricerca per sua natura è più lenta nel senso di meditata, deve sedimentare, rispetto all’immediatezza della comunicazione via web che spesso si esaurisce dopo poche battute.

Più banale, non sai quanto tempo mi sottrae questo esperimento social…

Prova a spiegare in 140 battute il progetto scritture brevi:

Un incontro con Fabio Zanzotto, un’idea, una ricerca, tre convegni, tre quaderni, un hashtag, un sito, un blog collettivo, un “mantra”: il mezzo e il fine (sono arrivata a -1, tipico)

Adesso puoi aumentare le battute…

Le dedico al progetto: siamo partiti dalle abbreviazioni negli sms (sì, quelle che fanno temere del buon destino della lingua) e abbiamo verificato che le scritture sintetiche e i procedimenti di abbreviazione sono ovunque e sono indotti dal supporto e dagli scopi: le scritture brevi hanno caratterizzato i più antichi sistemi grafici del mondo, sono alla base della costruzione di linguaggi specialistici e degli algoritmi del motore di ricerca. Oggi le “icone” (app) sono le nostre chiavi di accesso al mondo, non solo social. Twitter ha esaltato le scritture brevi elevandole a stilema.
Per una (per noi) fortunata coincidenza, l’Oxford English Dictionary nel marzo 2011 (un mese dopo il nostro primo convegno) ha introdotto il disegno del cuore nel dizionario, primo simbolo non alfabetico ad essere ammesso in un dizionario moderno ufficiale. Questo vuol dire qualcosa. Le stesse abbreviazioni degli sms e della scritture delle chat non sono illogiche e incoerenti. La scrittura breve ha successo nel momento in cui garantisce massima efficacia alla comunicazione. Pittogrammi e abbreviazioni, ieri come oggi.
Fabio, docente di Ingegneria informatica (si occupa di trattamento automatico del linguaggio) ed io di Linguistica generale (con una formazione in linguistica storica)a Roma Tor Vergata: abbiamo riunito colleghi esperti di scritture antiche, paleografi, epigrafisti, papirologi, ma anche chimici, geografi, esperti di marketing e informatici, per confrontare linguaggi e metodi. Abbiamo verificato che i meccanismi sono comuni e le differenze confrontabili.
E’ nato il sito Scritture Brevi a Tor Vergata, dove sono raccolte le pubblicazioni dei convegni, uscite nella rivista online Linguistica Zero.
Ma abbiamo subito capito che non sarebbe finita lì.

Dal 2012 sono entrata in servizio all’Università di Macerata. Scritture Brevi si allarga :-)
A dicembre sono entrata in Twitter (@FChiusaroli): un contesto privilegiato per osservare i meccanismi abbreviativi e cercare ancora una volta il confronto.
L’hashtag #scritturebrevi consente di etichettare, raggruppare, aggregare, persone ed idee (“ad esempio #Leucò”). La cosa più interessante è che #scritturebrevi viaggia così com’è anche all’estero (“#scritturebrevi va in città”). La necessità della traduzione inglese, che sempre più pressantemente la ricerca richiede, cede il passo, in questo caso, alla ricchezza dell’espressione italiana, intraducibile in inglese quanto alle sue sfaccettature semantiche: scritture = caratteri, testi, immagini, e tutti questi entrano in un’unica categoria.
A febbraio 2013 abbiamo inaugurato il blog: www.scritturebrevi.it, un blog collettivo. Ci si iscrive e si scrive. Bello anche perché ho potuto coinvolgere alcuni miei studenti, interessati all’argomento.
Tra le rubriche, mi piace segnalare “Che carattere!”, dedicata ai caratteri che hanno fatto o stanno facendo storia (per ora: SlashHashtagMi piaceMi sento fortunato, Codice a barre). Ma ci sono anche rubriche pensate per sperimentare le scritture brevi come testi: MicrostorieGiochi di Scritture.

 Il progetto ha fini didattici? ludici? professionali? editoriali?

 Sto pubblicando vari saggi e un libro; sto svolgendo lezioni su Scritture Brevi nelle scuole, nelle aule universitarie, in contesti diversi, non soltanto umanistici.
La nostra idea entra in buona sintonia con tutti ed è foriera di sempre nuove iniziative, alle quali non ci sottraiamo; con lo sguardo più aperto incontriamo e chiediamo di incontrarci.
Mi piace concludere citando un mio post “d’occasione”: Chi l’ha detto che i linguaggi giovanili non hanno rispetto del passato? Un sorriso vale più di mille parole . Il punto e virgola è a dir poco indispensabile ;-)  TVB è una frase “lapidaria”. Il cuore è un disegno universale. N.B. Pittogrammi, scritture non lineari, acronimi, punteggiatura sono la storia (della scrittura) che si ripete. Pensiamoci!

 …

Che bello il progetto #Leucò.L’iniziativa della Fondazione Cesare Pavese – ideatori Paolo Costa, Hassan Bogdan Pautàs, Pierluigi Vaccaneo – di radunare utenti di Twitter in un’operazione di lettura, rilettura, scrittura, riscrittura dei Dialoghi con Leucò si è rivelata fruttuosa di emozioni e di testi. La diretta streaming e SecondLife è stata il traguardo di una trafila di giorni emozionanti.
Secondo la caratteristica di Twitter, dal primo giorno in poi un flusso ininterrotto e crescente ci inondava. L’hashtag, la lista dedicata (le liste!) – Leucò, Leucò Band – l’account Lost/in#Leucò, ci hanno resi speciali compagni di viaggio, uniti dalla forma, dal contenuto e da entrambi.
Secondo una pratica ormai consueta, il gruppo di scritturebrevi.it (e va bene, principalmente io) si è inserito ritwittando i twit con l’hashtag #scritturebrevi. Bello il catalogo digitale che l’hashtag consente di creare. Diventa una banca dati, un sistema di classificazione, un punto di vista (personale ma poi comune). E quale il punto di vista di #scritturebrevi su #Leucò? Basta mettere insieme i due hashtag e cercare, per averlo. Si abbina a #twittletteratura (#twitteratura), processi creativi, pensieri lunghi, Semiotica 2.0, bio-text.
Usa Twitter come strumento: “vincolo 140” uno scalpello.
Tra i verbi: smontare, sezionare, smembrare, estrarre.
E’ comunicazione: emozione del dialogo, incontro, incrocio.
E’ creazione: inventare linguaggi.
Altre azioni: nominare le cose, smembrare per conoscere.
Ma gli stessi twit sono #scritturebrevi, e ciò vale non soltanto per #leucò ed equivale a esperienza che accomuna.

Mi chiedono spesso “Cos’è #scritturebrevi?” (“Cos’è scritture brevi?”) Insisto con la formula: #scritturebrevi, il mezzo e il fine. Ogni incontro ci arricchisce. Ad esempio #leucò.

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