Il segno della parola è un’antologia che comprende alcuni dei migliori poeti italiani contemporanei. Scritto da Rossella Frollà ed edito dalla casa editrice Interlinea è composto da dieci capitoli, ognuno incentrato sulle opere di un diverso autore. I nomi sono celebri, anche se colpisce il fatto che tra questi compaia solo una donna, Giovanna Rosadini. La Frollà apre la sua opera con Franco Loi, considerato, come ella stessa ci dice “uno dei massimi poeti italiani”. 
La raccolta è organizzata in ordine cronologico, a seconda dell’ “anzianità”, non di servizio, ma di anni vissuti veri e propri. Si parte dal più “datato”, Loi appunto (classe 1930) fino ad arrivare a Moscé (1969) passando per Doplicher, Piersanti, Cucchi, De Angelis, Pontiggia, Damiani, Rosadini e Rondoni. Non vi sono, all’interno dei capitoli, informazioni sulle vite ed i trascorsi dei poeti se non alcune, volte a contestualizzare la loro poetica. Questo, infatti, non è un manuale rivolto a chi si voglia accostare alla poesia per la prima volta ma una guida per chi è già entrato in connessione con il mondo che l’autrice ci presenta e che voglia comprendere meglio come interpretare la poesia italiana che si sta sviluppando in questi anni. Rossella Frollà dà al lettore gli strumenti necessari per poter meglio evincere il tutto. Ella ci fa comprendere come fondamentale alla nascita della poesia siano le esperienze e i luoghi con cui entrano in contatto i poeti; di ognuno di questi traccia varie linee guida interpretative, le quali si riconnettono tutte ad un’unica e preponderante considerazione e cioè la forza stessa che la parola evoca. I capitoli si aprono in modo diverso, alcuni con delle citazioni, altri, invece, ci inseriscono immediatamente nell’universo poetico ed alla fine di ognuno di questi troviamo le poesie, riportate nella loro totalità, che vengono analizzate durante l’esposizione critica, come a suggellare le parole della Frollà, mentre in fondo al libro, una piccola appendice introduce le notizie bibliografiche sugli autori, una leggera postilla che ci riconnette alla realtà. Questo mondo dove vivono i poeti li mette in connessione tra loro, ognuno partecipe con la propria parola ed ognuno a fianco di un altro, non come rivali ma come portatori di verità e, in fondo, dispensatori di quella saggezza che solo chi riesce a fare propria un’arte possiede. L’antologia ben si presta a quello che vuole essere il suo duplice obbiettivo, cioè tracciare un’interessante guida comprendente alcuni dei migliori poeti contemporanei ed offrirsi quindi come strumento d’indagine della nuova lirica dei nostri giorni e, in secondo luogo, stimolare e stuzzicare l’interesse del lettore che sarà sicuramente spronato ad approfondire la conoscenza di ciascuno di questi autori e ad andare a ricercarli singolarmente. È qui, appunto, che risiede il segno della parola, nel tratto distintivo che contraddistingue una vita dedicata alla poesia.
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