Quando Saturno imperversa

L’arrivo di Saturno di Loredana Lipperini (Bompiani 2017) è un libro complesso, dove le vicende s’intersecano in modo tumultuoso, mai però incerto e confuso.

Il primo tema è quello di un’amicizia tra due donne, Dora e Graziella, che si era già incrinata prima della morte di quest’ultima. E tutto prende le mosse da una vicenda reale, dalla scomparsa di Graziella De Palo e Italo Rossi in Libano, dov’erano andati ad indagare su una possibile pista palestinese per la strage alla stazione di Bologna del 1980. A questa storia s’interseca la vicenda “visionaria” del pittore olandese Han e del vecchio Acca che si svolge in gran parte a Vallescura, uno sperduto borgo tra i bellissimi Sibillini.

Sono ancora uno che ritiene che, al di là delle vicende, del plot come oggi si usa chiamare, la concezione del mondo e il sentimento delle cose innervino le pagine di un romanzo come d’un quadro o d’una raccolta di poesie. Un senso drammatico e incombente di morte s’incontra con una totale voglia e nostalgia di vita.

L’amicizia tra Dora, controfigura dell’autrice, e Graziella è raccontata in toni lievi e luminosi: la loro adolescenza di dialoghi, impuntature, cotte scorre su queste pagine come nella vita che immaginiamo pienamente reale. Attorno al ’68 le femministe imposero ai maschi rivoluzionari, ubriachi di politica, l’attenzione verso il “personale”. Questo romanzo intreccia perfettamente il personale e il politico. Sì, perché è anche una storia dei nostri giorni più cupi, dei complotti, dei misteri, dei crimini che attraversarono la storia italiana dagli anni ’60 ai ’90 e oltre e dei quali non ci siamo assolutamente liberati.

Anche l’iniziazione politica delle due amiche nel partito radicale non è vissuta in modo molto diverso dalle faccende “personali”, dagli amori, le amicizie, le fughe reali e mentali: ma la durezza di quegli anni incombe. La catena di morti e di attentati avvolge le due ragazze: Graziella sceglierà di gettarsi nel vortice, di rischiare di persona e troverà una morte totale e differita. Di lei non verrà mai trovato il corpo e per anni si continueranno  a raccontare le versioni più diverse e fantasiose sulla sua fine.

A Dora rimarrà un senso di colpa, quasi per il suo essere rimasta viva e per non avere fatto tutto il necessario per  fermare l’amica.
Si prova un senso di confuso sconforto a ritrovare i nomi dei protagonisti dei nostri anni bui: Pazienza, Gelli, Santovito, Calvi e l’onnipresente Stefano Giovannone. Una catena di sangue e di omicidi fatti sparire dietro una serie di menzogne che rendono impossibile rintracciare una “verità” più o meno soddisfacente.

Mi colpisce molto il fatto che Loredana Lipperini in queste pagine vada oltre i tabù e le assolute certezze di quella sinistra alla quale appartiene: i malvagi servizi segreti non hanno solo trescato con i cattivi, con i “neri” e i falangisti. I palestinesi non sono solo quegli eroi puri e incontaminati per cui si manifesta in tutte le piazze italiane. La strage di Bologna potrebbe essere opera loro: quando qualcuno ha avanzato una tale ipotesi, è stato subissato da insulti. Fascista l’epiteto più comune per chi ha messo in dubbio la pista nera per quella bomba alla stazione. Graziella e il suo compagno Italo sono andati a cercare una possibile verità sulla strage di Bologna in Medioriente, ed hanno trovato la morte quasi sicuramente per mano di quei palestinesi della cui causa erano sostenitori. Il lodo Moro, cioè l’accordo tra lo stato italiano e l’OLP è stato uno di quei nodi attorno ai quali si sono svolti inganni e depistaggi. Graziella per tale coraggio ci ha rimesso la vita, Dora-Loredana rischia certo di meno, ma sicuramente non riscuoterà alcun applauso dalla sua area di appartenenza. Nemer Hammad, che rappresenta l’OLP a Roma, rientra nella stessa galleria dei personaggi di cui sopra.

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Umberto Piersanti alla Prima Edizione del Festival Internazionale del Cinema NatuRurale

Giorgia Melagrana e Umberto Piersanti

La volontà della natura, s’impara attraverso le cose su cui non siamo diversi gli uni dagli altri. Esprimere ciò che siamo rende il mondo un luogo più leggero, dove poter attingere energia creativa.

L’amore è l’istinto, la passione ciò che muove l’uomo verso la vita, crederci, ciò che renderà concreta quella che era un’immagine. L’ispirazione spesso nasce da ciò che ci circonda, i pensieri sono natura umana, creazione dell’ego e dell’intelletto.

Così è nata l’idea della condivisione e quindi la spinta materiale che ha reso possibile attraverso la collaborazione quella che è stata la Prima Edizione del Festival Internazionale del Cinema NatuRurale, svoltosi tra Acqualagna e il Passo del Furlo il 21/22/23 luglio.

La scelta dei film, dei documentari e delle animazioni (italiane e non) è quella degli occhi e del cuore di Diego Feduzi, direttore artistico del Festival, sostenuto da Giorgia Melagrana, organizzatrice di eventi, legata da una profonda passione al mondo dell’arte e del cinema, e definita in termini tecnici da Danilo Ubaldini, gestore del Cinema Teatro Conti di Acqualagna.

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Umberto Piersanti vince il Premio Ceppo Poesia Ex Aequo 2017

Il nostro Umberto Piersanti ha ricevuto il Premio Ceppo Selezione Poesia di Pistoia per il libro di poesie Nel folto dei sentieri (Marcos y Marcos 2015).

Umberto Piersanti

Questa la motivazione di Milo De Angelis, della Giuria Letteraria del Premio Internazionale Ceppo Pistoia.

Umberto Piersanti vince il Premio Ceppo Selezione Poesia con Nel folto dei sentieri (Marcos y Marcos 2015) per la sua poesia sospesa tra realismo dettagliato e respiro fiabesco, che ha al centro il mondo della campagna intorno a Urbino ma anche un mondo universale di archetipi, dove si affollano le figure del rito e della festa: il pastore, la maga, la donna dei boschi, i folletti, l’anacoreta, tutto un universo arcaico, immobile e vibrante, sospeso nel tempo. Ed è un universo abitato dalle anime dei morti, che sono qui in mezzo a noi, tra un croco e un ciclamino, tra una volpe e una poiana: possiamo incontrarle nelle nostre case, nelle nostre passeggiate, nei gesti più consueti della nostra giornata. In questo libro di Piersanti ritornano in una nuova luce i grandi temi che hanno percorso da sempre le sue pagine: le Cesane, il trascorrere dei mesi, le delicate presenze femminili, la natura marchigiana, “l’eterno, scontato, stupendo passo delle stagioni”. E questi temi vengono innestati in un verso asciutto, percussivo, capace di rappresentare sia l’immagine concretissima di un albero o di un corpo sia quella onirica di un ricordo infantile.

Una menzione particolare per le poesie dedicate al figlio Jacopo, affetto da una grave forma di autismo. Esse continuano mirabilmente quelle già apparse nei libri precedenti e non vengono raggruppate in un capitolo a sé ma si innestano nel fluire delle pagine, costituendone il lato familiare e assoluto, misterioso e lampante, fisico e metafisico, tragico e quotidiano, poiché il tragico si dà sempre nell’intreccio di ciò che è nostro e di ciò che è estraneo, di ciò che appartiene al giorno e ciò che sfonda un muro d’ombra, di ciò che è domestico e ciò che si affaccia oscuro e minaccioso. Cronaca familiare che si fa cosmologia, affetto paterno scaraventato nel regno dell’ignoto e poi riportato tra le mura di casa e ancora espulso fuori di sé, dove l’amore per il figlio precipita in uno sguardo smarrito e totale: «e tu sempre di corsa, / sempre senza una sosta e senza meta, / Sisifo del mio tempo / e del mio sangue, / il tuo macigno copre / una nebbia scura…”.

Per maggiori informazioni: Umberto Piersanti – Premio Ceppo Poesia Ex Aequo 2017.

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Poesie di Eliza Macadan da ‘Pioggia lontano’

Pubblichiamo alcune poesie di Eliza Macadan, tratte da “Pioggia lontano”, Archinto, 2017. In uscita a settembre.

 

scrivo in un diario di bordo

i nomi di navi

sulle quali ho galleggiato

le  acque hanno cancellato dal legno

radici e fango

il plenilunio ha inghiottito l’ago della bussola

in una taverna cerco un equipaggio nuovo di zecca

It’s about business

tra botti vuote di rum

mi faccio strada verso l’africa

alla luce dei fari genovesi

il nonno tira fuori dall’acqua

una scala

e mi indica il cielo

It’s about love

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Umberto Piersanti ad Animavì

Il nostro Umberto Piersanti parteciperà alla seconda edizione di Animavì – Festival internazionale del cinema di animazione poetico, in svolgimento in questi giorni a Pergola (PU) e dintorni, con al direzione artistica di Simone Massi, illustratore e autore di film di animazione.

Umberto Piersanti sarà ad Animavì domenica 16 luglio alle 17.30 al Monastero di Fonte Avellana (comune di Serra Sant’Abbondio). Sarà un incontro e reading sotto il tasso secolare del Giardino Botanico.

Vi aspettiamo nella splendida cornice del Monastero di Fonte Avellana.

Il programma completo di Animavì a questa pagina.

Umberto Piersanti ad Animavì nel 2016

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Tre poesie di Milena De Luigi

Pubblichiamo tre poesie di Milena De Luigi.

La sirena di Copenaghen
(All’Italia in miniatura, 26.02.2016)

La sirena di Copenaghen
languida osserva
il passaggio dei turisti.
Treccia morbida
attrai
dove non c’è il tempo
e il dolore
e tutto è immobile
come il tuo sorriso.
L’incantatrice attende
il suo Ulisse

Ma tu non senti
svanisce nell’aria fredda
tu, ti allontani.

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